Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



La rivista del Movimento Hare Krishna
RITORNO A KRISHNA

Fondata nel 1944


FONDATORE (sotto la direzione di Sua Divina Grazia Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada) Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
Alida D’Ambrosio Ali Krsna devi dasi

AMMINISTRAZIONE: Nimai Pandita dasa

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NOMI SPIRITUALI: I membri dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna ricevono uno dei nomi di Sri Krsna o di un Suo devoto, seguito dal suffisso dasa al maschile e dasi al femminile che significa servitore o servitrice. Per esempio, il nome Krsna dasa significa servitore di Krsna.

PREZZI ED ABBONAMENTI: prezzo a copia L. 4.500; prezzo copie arretrate L. 8.000; prezzo abbonamento annuale L. 25.000. I suddetti importi sono da versare sul C.C.P. n. 17647504, intestato ad ‘Associazione ARK-Ritorno a Krishna’, via Bonazza 11, 50028 Tavarnelle val di Pesa (FI).

© Bhaktivedanta Book Trust – Tutti i diritti riservati – Ritorno a Krsna – Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano N° 199 del 13/3/1989- Vol. 13 N. 2, MARZO-APRILE 2001
Fotolito: Scriba, FI.
Stampa: Zincografica Fiorentina, Pontassieve, FI.


Lezione del Fondatore

LA MISERICORDIA DEL GIUDICE SUPREMO
Krsna elargisce ricompense e punizioni con perfetta imparzialità.
di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya dell’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna.

prayenaitad bhagavata
isvarasya vicestitam
mitho nighnanti bhutani
bhavayanti ca yan mitra

“In realtà, tutto ciò è dovuto alla volontà suprema del Signore, Dio, la Persona Suprema. A volte le persone si uccidono l’un l’altra e altre volte si proteggono l’un l’altra.”
-Srimad- Bhagavatam 1.15.24
Un discepolo legge la Spiegazione: “Gli antropologi sostengono che c’è una legge naturale secondo cui si deve lottare per la sopravvivenza: è la legge del più forte. Essi non sanno, però, che dietro questa legge di natura c’è la direzione suprema di Dio, la Persona Suprema. La Bhagavad-gita conferma che le leggi della natura sono applicate sotto la direzione del Signore. Però, ogni volta che nel mondo regna la pace si deve sapere che ciò è dovuto alla volontà del Signore e ogni volta che nel mondo ci sono agitazioni, ciò è dovuto ugualmente alla volontà del Signore.
“Neppure un filo d’erba si muove senza il volere del Signore. perciò, ogni volta che si trasgrediscono le leggi stabilite dal Signore, scoppiano guerre tra uomini e tra nazioni. Il sentiero più sicuro verso la pace è dunque quello di usare ogni cosa secondo le leggi stabilite dal Signore. Questa legge vuole che tutto quello che facciamo, mangiamo sacrifichiamo o diamo in carità sia fatto per la piena soddisfazione del Signore. Nessuno deve fare, mangiare, sacrificare o donare qualcosa in carità contro la volontà del Signore.
“E’ meglio non correre rischi inutili: bisogna imparare a discriminare tra le azioni che possono far piacere al Signore e quelle che possono non farGli piacere. Un’azione, dunque, è giudicata in rapporto alla soddisfazione o insoddisfazione del Signore. Non c’è posto per i capricci personali; solo il piacere del Signore dev’essere la nostra guida. Questo è il significato di yogah karmasu kausalam, le azioni compiute in relazione al Signore Supremo. Questa è l’arte di agire in modo perfetto.”
SRILA PRABHUPADA: Tutti provano gioia o dolore. In realtà non c’è gioia, ma solo sofferenza. Nella lotta per l’esistenza, però la fine della sofferenza viene interpretata come gioia.
Nella Bhagavad-gita, Krsna, l’autorità suprema, dice duhkhalayam asasvatam: “Il mondo materiale è un luogo di sofferenza.” Questo è un fatto: C’è chi si sforza di accettare la sofferenza come gioia e chi cerca di porre fine alla sofferenza. Questa è la differenza tra una persona saggia e una stolta. Vi darò un esempio pratico. In prigione alcuni carcerati vengono detti di prima classe e ricevono un trattamento speciale dal governo. Ci sono però anche i carcerati di terza classe, ma tutti quanti sono carcerati e la prigione non è fatta per offrire una vita confortevole. E’ fatta per dare sofferenza. Srila Bhaktivinoda Thakura perciò canta, anadi karama-phale pari’ bhavarnava-jale taribare na dekhi upaya: “A causa delle mie azioni compiute alla ricerca del piacere, sono caduto nell’oceano della sofferenza materiale e non so come uscirne.” Una persona saggia sa: “Posso essere anche un carcerato di prima classe, ma ciò non significa che non sia un carcerato; sono un carcerato.”
La sofferenza di un carcerato consiste nel non avere alcuna indipendenza di fare qualsiasi cosa. Questa è la vita della prigione. Tutti noi pensiamo di essere indipendenti, ma ciò non è vero.

prakrteh kriyamanani
gunaih karmani sarvasah
ahankara-vimudhatma
kartaham iti manyate

“Sviata per l’influenza del falso ego, l’anima spirituale, crede di essere l’autrice delle proprie azioni, che in realtà sono compiute dalle tre influenze della natura materiale.”
(Bhagavad-gita 3.27) Tutti sono guidati dalle leggi della natura materiale, ma gli sciocchi pensano di agire in modo indipendente.
Nel verso di oggi è detto: prayenaitad bhagavata isvarasya vicestitam. Non possiamo fare niente senza il volere della Suprema Personalità di Dio, nello stesso modo in cui in uno Stato non si può fare niente senza la sanzione del governo. Senza la sanzione dello stato supremo, dell’autorità suprema-Krsna o Dio-non possiamo fare niente. Ma qui è detto; mitho nigh-nanti bhutani bhavayanti ca yan mitra. A volte per la volontà di Krsna ci uccidiamo l’un l’altro e a volte ci proteggiamo l’un l’altro. Ciò significa che Krsna in momenti diversi ci dà l’intelligenza diversa? No. Il modo di agire di Krsna è daiva, superiore, come quello di un giudice della corte suprema che condanna qualcuno “Quest’uomo riceverà milioni di dollari da quella persona.”


Giudice imparziale

Allora Dio si comporta in modo parziale? A qualcuno dà milioni di dollari e ordina che qualcun altro venga impiccato. E’ parziale? No, non è parziale. Semplicemente amministra la legge. Questo è tutto.
Una persona ha creato una situazione tale che deve essere condannato a morte, un’altra ne ha creata una per cui riceverà milioni di dollari. Stanno ricevendo i risultati delle loro azioni. Noi compriamo le azioni e dall’amministrazione suprema – daiva-ne-trena-otteniamo diversi tipi di corpi e soffriamo o godiamo in conseguenza. Questa è la nostra posizione. Nella Bhagavad-gita Krsna dice: samo ‘ham sarva-bhutesu: “Sono imparziale con tutti.” Altrimenti come può essere Dio, Dio non è parziale quando dice che qualcuno dovrà essere ucciso e qualcun altro dovrà ricevere diecimila dollari. No. E’ opera nostra: siamo noi che creiamo queste situazioni. Lo dovreste sapere.
Se uccido qualcuno, per le leggi della natura o secondo la legge di Dio, anch’io poi dovrò essere ucciso, Io, però, ho dimenticato che, poiché ho ucciso qualcuno. Ora quella persona ucciderà me. Krsna però ci fa ricordare; “Questa persona ti ha ucciso” o “questo bambino di ha ucciso nella scorsa vita. Ora tu puoi ucciderlo nel ventre di sua madre.” Vicestitam: Egli ci fa ricordare.
Krsna è descritto come upadrasta, il testimone. Egli vede che un uomo ne ha ucciso un altro, pertanto darà alla vittima la possibilità di uccidere il suo assassino. Krsna gli ricorda; “Uccidilo. Ecco la tua opportunità.” Poiché Egli è imparziale con tutti, dà alla vittima la possibilità di rivalersi. E’ così che succede.
Dio è imparziale, come lo è il soprintendente della prigione o il governo. Il governo non è parziale. Il governo è imparziale con tutti, ma ognuno soffre o gode secondo le proprie azioni. Allora Dio ci ricorda: “Questo corpo, questo essere ti uccise nella vita passata. Ora Io ti autorizzo: puoi ucciderlo.” Questo è detto nighnanti.
Dio ci rammenta anche:
“Quest’uomo ti ha protetto, perciò proteggilo.” Pertanto non c’è niente di sbagliato. E’ una giustizia imparziale. Non pensare che Dio o Krsna sia parziale perché dà un’autorizzazione. No. Egli è sempre imparziale. Noi soffriamo per i risultati delle nostre azioni. Karmana daiva-netrena.
Otteniamo differenti tipi di corpi e di sofferenza.


La volontà di Dio

Perciò dovremmo sempre cercare di capire la volontà di Dio. Questo è il nostro dovere. Nella forma umana possiamo capire la volontà di Dio. Questa è la nostra opportunità. La volontà di Dio è espressa in modo molto chiaro. Nessuno può dire: “Qual è la volontà di Dio? Io non lo so.” No, tu lo sai. Dio dice, Krsna dice, sarva-dharman parityajya mam ekam saranam vraja: “Lascia ogni forma di religione e abbandonati a Me.”
“E allora come posso fare?”
Aham tvam sarva-papebhyo moksa-yisyami: “Io ti proteggerò. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato.” Noi soffriamo a causa delle azioni peccaminose e godiamo grazie alle azioni pie. Questa è la legge. Se tu ricevi una buona educazione e una buona cultura, otterrai una buona posizione nella società, ma, se un mascalzone, allora soffrirai. In questo modo determiniamo la nostra posizione. Questo detto karma-bandhana. Karma bandhana significa che, finché non sappiamo qual è il nostro dovere, ci creiamo delle situazioni che talvolta ci fanno soffrire e talvolta ci danno piacere.
Pertanto dobbiamo sapere qual è il nostro dovere. E’ questo che abbiamo dimenticato. Na te vidhu svartha-gatim hi visnum. Nella condizione di vita materiale ci siamo dimenticati del vero scopo della nostra vita. Perciò Krsna viene.

yada yada hi dharmasya
glanir bhavati bharata
abhyutthanam adharmasya
tadatmanam srjamy aham

“Ogni volta che in un luogo dell’universo la religione declina e l’irreligione avanza, o discendente di Bharata, io vengo di persona.” (Bhagavad-gita 4.7) Quando ci dimentichiamo del nostro dharma, questo è detto dharmasya glanih. Il dharma non è un sentimento religioso. Dharma significa il modo in cui ci dobbiamo comportare. Così dharmasya glanih significa il deterioramento del nostro vero modo di comportarci.
IL nostro vero compito è servire il Supremo. Noi siamo fatti per servire, ma ci dimentichiamo di servire Krsna e cerchiamo di servire molte altre cose. “Molte altre cose” significa la nostra lussuria, la nostra avidità, la nostra illusione e tutti i nostri problemi. Noi dobbiamo servire. Questa è la nostra posizione. Nessuno può fare a meno di servire. Non è possibile. Non sappiamo però chi servire. Questo è ciò che abbiamo dimenticato. Qui l’essere umano, nell’ignoranza, serve la lussuria, l’avidità-così tante cose. Un uomo ne uccide un altro a causa della lussuria o dell’illusione o di molte altre ragioni. In questo modo siamo servitori. Su questo non c’è dubbio. Stiamo però servendo la nostra kama, krodha, lobha,moha matsarya: lussuria, ira, avidità, illusione, invidia.
Ora dobbiamo capire che ci sentiamo frustrati avendo servito così tante cose. Ora dobbiamo rivolgere questa nostra attitudine di servizio verso Krsna. Insegnarci questo è la missione di Krsna. Sarva-dharman parityajya mam edam saranam vraja: “Tu stai già servendo. Non puoi esimerti dal servire, ma il tuo servizio è mal riposto. Perciò offri il tuo servizio a Me. Allora diverrai felice.” Questo è lo scopo del movimento per la coscienza di Krsna offrire il nostro servizio a Krsna.


Servire la nostra lussuria

Noi soffriamo perché serviamo la nostra lussuria, la nostra collera, la nostra avidità e così via. Per esempio, un uomo avido soffre perché mangia più del necessario. Malattie come il diabete e la dissenteria sono causate dal mangiare troppo. Soffriamo, ma continuiamo a mangiare più del necessario perché siamo avidi e lussuriosi. Questa è la causa. Stiamo servendo la nostra lussuria, la nostra avidità e soffriamo. In pratica accade così. Se tu non hai appetito e mangi, allora soffrirai. Se tu prendi qualche malattia, poi soffrirai.
Noi siamo stati infettati dalla lussuria, dall’avidità, dall’illusione e dalla paura. Se rubi, avrai paura: “Oh, potrei essere arrestato.” Poiché hai fatto qualcosa di sbagliato, sei in preda alla paura. E’ molto facile capirlo.
Siamo noi che creiamo le nostre situazioni e serviamo differenti tipi di desideri. Questo è tutto. Talvolta facciamo qualcosa che non dovremmo. Sebbene abbiamo fatto così tanto per servire la lussuria e l’avidità, esse non sono misericordiose e ordinano ancora: “Continua a fare così, continua ancora a fae così, continua ancora a fare così” Pur soffrendo una persona continua a seguire le imposizioni della lussuria e dei desideri. Siamo noi stessi che creiamo il nostro karma. Perciò qualsiasi uomo saggio penserà: “Ho servito i miei desideri per così tanto tempo, ma non sono felice e i desideri non sono appagati.”
I desideri non sono mai soddisfatti. Potremmo dire a qualcuno: “Hai ucciso così tanti animali? Non ucciderne più.” No, egli continuerà ad uccidere, ad uccidere, ad uccidere, ad uccidere, ad uccidere, ad uccidere. Non è mai soddisfatto. “Ora ne ho uccisi così tanti. Non ne ucciderò più, basta.” No, non basta mai. Il comandamento dice: “Non uccidere,” ma egli ucciderà, ucciderà e ucciderà e ucciderà, senz amai esserne soddisfatto. La Bibbia dice; “Non uccidere” e le persone sono invece impegnate nell’uccidere, eppure vogliono essere felici. Non vedo cosa ci sia di divertente. Perciò Krsna dice: “Si, tu sarai ucciso, durante una guerra mondiale. Devi essere ucciso. Puoi essere Americano o Inglese o Tedesco o questo o quello. Puoi essere molto orgoglioso della tua nazionalità, ma devi essere ucciso. “ Questa è la posizione. “Tu hai ucciso così tanti animali. Ora sterminio di massa con una bomba. Una bomba atomica. Sarai ucciso.” I mascalzoni non sanno come funzionano le cose. Occhio per occhio. Così deve essere. Secondo le leggi ordinarie, le leggi dello Stato, se hai ucciso qualcuno devi essere impiccato. Allora pensi che potrei facilmente ingannare l0autorità suprema, Krsna? Tu uccidi, uccidi, uccidi e sarai risparmiato? No. Sarai ucciso da una pestilenza o da una carestia. Perfino nel grembo di tua madre, sarai ucciso. Dove ti sentirai ben protetto, anche lì sarai ucciso. La società umana sta degenerandosi in questo modo. Gli affari legati alle uccisioni aumentano di giorno in giorno.
Per questo dobbiamo sottometterci a Krsna. Non possiamo sfuggire alle leggi di Dio. Nono è possibile. Perciò dobbiamo arrenderci: “Krsna, Dio ho agito in modo indipendente per molte vite. Non sono stato felice, né sono felice in questa vita. Ora mi sottometto a Te. Tu dici; ‘Io ti proteggerò.’ Allora per favore dammi la Tua protezione.” Questa resa è lo scopo del movimento della coscienza di Krsna.
Grazie molte.



SFIDE ALLA SCIENZA E ALLA RELIGIONE
Mentre le scoperte scientifiche mettono alla prova i dogmi della religione e paranormali sfidano le teorie scientifiche.
di Sadaputa Dasa

La tradizione Vaisnava indiana definisce Dio come Brahman, Paramatma e Bhagavan: l’illimitato splendore della pura natura spirituale, il Signore all’interno del cuore e al suprema Persona trascendentale, Un concetto simile si può trovare nella Trinità di Padre, Figlio e Spirito Santo della tradizione cristiana.
In entrambe queste tradizioni l’accento è posto sulla natura personale di Dio. Nella Sua trascendenza Dio controlla la natura su grande scala, agisce all’interno della storia e si rapporta con le persone a livello individuale. Per molti secoli questo concetto di Dio è stato al centro della vita di un grandissimo numero di persone, ma al giorno d’oggi non occupa un posto importante nella mente degli uomini. Più esattamente, si dice spesso che non c’è conflitto tra scienza e religione, ma questa affermazione è vera solo a patto di una drastica ridefinizione dei tradizionali concetti di Dio.
Prendiamo in esame la seguente conversazione che si svolse nel 1959 tra l’astronomo Harlow Shapley ed il biologo Julian Huxley.
Shapley: E in quel famoso discorso del 1951 il Papa parlò dell’evoluzione.
Huxley: Egli affermò di nuovo che ci deve essere un Dio che è in qualche modo responsabile, non è così?
Shapley: Certo, non ha negato Dio, no. E neanche tu lo neghi
Huxley: Certo che lo nego.
Shapley: Oh, no. Non puoi negarlo, se lo definisce.
Huxley: Ora non ti mettere a fare della semantica.
Shapley: Julian, tu non sei un ateo, sei un agnostico.
Huxley: Io sono un ateo nell’unico vero senso della parola, che cioè non credo nell’esistenza di un essere sovrannaturale che possa influenzare gli eventi naturali.
Il successo della scienza moderna dipende dalla nostra capacità di creare modelli meccanicistici dei fenomeni naturali in cui tutte le cause naturali sono rappresentate da formule e numeri. Poiché Dio non può essere ridotto ad una formula, Dio deve essere separato dalla natura. Al massimo si può ammettere che Dio sia la causa ultima delle leggi usate nei modelli scientifici. Come il fisico Steven Weinberg proponeva: “L’unico modo in cui una scienza può svilupparsi è di supporre che non ci sia alcun intervento divino, e verificare quanto si posso andare avanti con questo presupposto.”
L’eliminazione di Dio dalla natura inizia rifiutando racconti che sembrano ovviamente contrari alle leggi della natura-racconti di sollevamento delle montagne (Krsna) o dell’apertura di un varco nel mare (Jehovah). All’inizio questa eliminazione può essere vista come una riforma razionale che toglie le scorie della superstizione e apre la strada ad una più profonda comprensione spirituale. Un approccio attraente è quello di distinguere tra il razionale e il trascendentale. Si definisce il dominio della ragione secondo i metodi e le scoperte della scienza, mentre si pone il dominio della trascendenza al di là della ragione, accessibile solo a stati spirituali di coscienza più elevati. Ci possiamo avvicinare al dominio della trascendenza solo con la fede, l’accettazione di una conoscenza rivelata e l’obbediente sottomissione ad autorità spirituali più elevate.
Questo approccio alla religione e alla scienza può essere una strategia retorica utile e può soddisfare solo poche persone che vivono veramente su un’elevata piattaforma trascendentale e sanno chiaramente che cos’è la trascendenza. Per altri però comporta la difficoltà di fare una netta distinzione fra il dominio del razionale e quello del trascendentale. Come possiamo tracciare una chiara linea di distinzione?
Se fissiamo questa linea di confine in una qualsiasi parte del dominio intellettuale, verremo in conflitto con la scienza, che insisterà nell’estendere il suo rigido quadro teoretico. Se lasciamo che il confine sia completamente flessibile, ci accorgeremo che niente d’importante del mondo della nostra esperienza rimane dalla parte della trascendenza. Ciò conferisce un peso al punto di vista che il trascendentale sia rigidamente anirvacaniyam, non avendo in alcun modo alcun rapporto con le nostre parole e le nostre azioni. Questo però è molto lontano dai concetti tradizionali di Dio come suprema personalità (con i Suoi aspetti sia descrivibili ch indescrivibili) che s’interessa della vita delle singole persone.
Esaminando le questioni che coinvolgono scienza e religione, la mia impressione predominante è che molte sono le cose che non sappiamo. Perciò penso che sia prematuro cercare di tracciare una netta linea di divisione tra scienza e religione. Piuttosto dovremmo renderci conto che esiste un’ampia zona grigia che necessita di una indagine molto più approfondita. Nel dominio teoretico rivendicato dalla scienza, rimangono aperte molte domande di fondamentale importanza. Nello studio empirico della natura e specialmente in quello della vita umana molti dati richiedono una spiegazione non essendo stati ben integrati nel panorama scientifico mondiale. Nello stesso modo, nel campo della religione vi sono molte domande senza risposta.
Esporrò brevemente alcuni punti importanti che coinvolgono scienza e religione, mettendo in evidenza i problemi che è necessario considerare.


DIO E LE LEGGI DELLA FISICA

Isaac Newton costituisce un buon punto di partenza. Il grande contributo di Newton è stato quello di aver presentato un sistema di leggi matematiche che possono essere verificate con precisione quantitativa. Così facendo egli ha dato vita ad un dominio retto dalle leggi della natura che inevitabilmente è entrato in conflitto territoriale con il dominio soggetto all’azione divina.
Newton stesso credeva all’intervento di Dio nel mondo e fu criticato dal filosofo Wilhelm Leibniza per la sua affermazione che Dio compie periodici aggiustamenti nel movimento della materia. La spinta di fondo però del sistema fisico di Newton è stata quella di limitare l’azione di Dio all’applicazione di leggi immutabili imposte al momento della creazione.
La forma matematica delle leggi di Newton ha reso questo praticamente inevitabile. Un sistema deterministico di equazioni differenziali definisce il movimento delle particelle materiali. Anche se si pensa che qualcosa possa esistere al di fuori dell’insieme delle particelle materiali, sembra proprio che non esista per esso alcun modo di influenzarne il movimento e pertanto i famosi aggiustamenti da parte di Dio di cui parla Newton appaiono maldestri ed innaturali.
Qui però la parola chiave è “appaiono”. Negli ultimi anni è stato scoperto che in molti casi le equazioni di Newton danno origine ad un fenomeno conosciuto come caos deterministico. Ciò significa che variazioni comunque piccole del movimento delle particelle newtoniane, vengono subito amplificate a produrre grandi variazioni. Le variazioni possono essere piccole quanto volete. Se s’introducono variazioni di un milionesimo o di un milionesimo di milionesimo, esse immediatamente vengono amplificate a produrre grandi effetti.
E’ stato anche scoperto che il caos deterministico offre agli ingegneri un metodo pratico per controllare i sistemi “in caos” mediante piccolissimi aggiustamenti dei parametri. Ne potrebbe conseguire che Dio può controllare con prontezza la natura materiale con aggiustamenti molto più piccoli di qualsiasi grandezza potremmo mai sperare di riuscire a misurare. Potrebbe essere questo un modo con cui Dio esercita il Suo divino controllo su di un mondo materiale semiautomatico?


LA TEORIA SPECIALE DELLA RELATIVITA’

Nei primi anni del ventesimo secolo, Albert Einstein introdusse dei cambiamenti fondamentali nella fisica classica di Newton con la sua celebre teoria speciale della relatività. Da questa teoria deriva la famosa formula E=mc 2 che è stata verificata dalla scoperta dell’energia atomica. A parte questo però, la teoria della relatività ha poche conseguenze pratiche, dal momento che fa prevedere effetti misurabili diversi da quelli della fisica classica, solo per corpi la cui velocità si avvicina a quella della luce.
La teoria di Einstein invece ha profonde implicazioni filosofiche. Nelle equazioni dette trasformate di Lorentz, essa permette di collocare il tempo nello spazio e lo spazio nel tempo. Questo significa che il tempo e lo spazio devono avere la stessa natura geometrica. Il tempo, che comprende passato, presente e futuro, deve esistere come un continuum esteso proprio come lo spazio. Ogni evento ha la sua collocazione in questo continuum e lo scorrere del tempo è un’illusione.
Einstein arrivò perfino ad usare quest’idea per consolare una vedova. Quando il suo amico Besso morì. Einstein scrisse alla moglie così: “Michele mi ha proceduto di poco nel lasciare questo strano mondo. Questo no è importante. Per noi, fisici, la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione, anche se tenace.”
Quest’idea ha conseguenze importanti per la natura della coscienza. Sembra, a prima vista, che si neghi l’idea del libero arbitrio implicando che tutto sia predeterminato. Solleva inoltre il problema di come anche l’illusione del trascorrere del tempo risulti in un mondo in cui esso è una coordinata geometrica statica. Che cos’è che ci fa sperimentare l’illusione? Se tutti gli eventi sono solo dei blip in un continuum esistenziale, che spazio c’è per uno sperimentatore che si muove attraverso gli eventi secondo un ordine temporale?
Dopo aver risolto questi problemi fondamentali, sorge un ulteriore problema e cioè se un passato e un futuro esistenti possano in qualche modo essere percepiti da uno sperimentatore non strettamente collegato al momento attuale fuggente. Questo ricorda l’idea cristiana di profezia e l’idea puranica del tri-kala-jna, o conoscenza del passato, presente e futuro. Al pari della teoria di Newton, la teoria di Einstein all’inizio sembra restringere il campo della religione, ma ad un esame ulteriore mostra potenzialità di dare visioni più profonde nelle tradizionali idee teologiche.


LA FISICA DEI QUANTI

La fisica quantica segna un grande distacco dalla teoria deterministica della fisica classica e dalla relatività. Infatti essa talvolta è stata annunciata come una porta d’ingresso verso una nuova sintesi di scienza e di religione, capace di riportare spirito e coscienza all0interno del mondo materiale, ma questa sembra più facile a dirsi che a farsi.
La meccanica quantistica prevede che gli eventi si svolgano in due modi fondamentali. Per primo, c’è l’equazione di Schrodinger che determina come lo stato di un sistema fisico cambi continuamente al passare del tempo. L’equazione di Schrodinger è un’equazione differenziale parziale del tutto deterministica come una qualsiasi delle sue similari nella fisica classica. Non c’è spazio qui perché lo spirito possa influenzare la materia, eccetto forse attraverso la tecnica richiamata prima di controllo dei caos deterministici. (Questo è un tema delicato: ne viene fuori che l’equazione di Schorodinger possa essere meno adatta a creare caos di quelle newtoniane.)
Il secondo modo di svolgimento è il famoso salto quantico, a volte chiamato “collasso della funzione d’onda.” Questo accade per eventi assolutamente fortuiti. Il sistema evolve improvvisamente e spontaneamente verso un nuovo stato e la sola condizione da rispettare in questo cambiamento è che esso deve soddisfare i dati statici codificati nello stato iniziale del sistema. Poiché gli eventi fortuiti non sono determinati, potrebbe sembrare che essi fornissero una scappatoia per il controllo dello spirito sulla materia. Sfortunatamente quest’idea entra in conflitto con le leggi statistiche.
Per esempio prendiamo in considerazione una serie di scatti di un contatore Geiger comandato dal decadimento di atomi radioattivi. Secondo la meccanica quantistica questi scatti si verificano in modo casuale. Allora potrebbero essi essere un messaggio intelligente proiettato dallo spirito nella materia? Se il messaggio intelligente proiettato dallo spirito nella materia? Se il messaggio contenesse più di una o due parole, violerebbe fortemente le leggi della teoria della probabilità. Se cerchiamo di riconciliare la causalità spirituale e fisica in questo modo, siamo costretti a modificare il significato di evento fortuito accettato dalla meccanica quantistica e ciò comporta una modifica fondamentale della meccanica quantistica stessa.
Henry Stapp è un fisico che ha suggerito che la causalità della meccanica quantistica possa essere diversa da ciò che noi normalmente pensiamo come fortuito. Per Stapp l’idea che le scelte dei quanti vengano a caso dal nulla, potrebbe essere vista come “l’ammissione dell’ignoranza contemporanea e non come una parola finale soddisfacente.”
Stapp cerca una possibilità che sia in accordo con tutte le risultanze scientifiche, ma che si collochi in una posizione intermedia tra “pura casualità” e “puro determinismo”. Egli conclude: “Penso che questa eventualità sia concreta, ma il conferire a questa possibilità logica un fondamento non speculativo imporrà di allargare i limiti della conoscenza scientifica.”
Anche se Stapp è interessato principalmente ai tempi della coscienza individuale, scienziati come William Pollard e Donald Mackay hanno visto nella casualità una scappatoia per introdurre controlli divini nel mondo della fisica. L’idea di Pollard è stata praticamente riassunta da John Polkingorne fisico e sacerdote: “La potenza di Dio di agire come causa di eventi quantici casuali (sempre intelligentemente rispettandone la regolarità statica che è un riflesso della Sua accuratezza) non potrebbe darGli l’opportunità di giocare un ruolo di manipolazione in un mondo regolato da leggi scientifiche?” Polkingorne abbandonò questa idea ritenuta artificiosa, dicendo che, “Ci vogliono le contorsioni di Houdini” per inserire segnali di controllo della mente o Dio nella camicia di forza dei processi della fisica.
L’insegnamento della meccanica quantistica sembra essere che noi dobbiamo o scartare l’idea che lo spirito possa influenzare la materia o essere preparati a sviluppare una nuova fisica che comprenda un qualche tipo di interfaccia spirito-materia. Questo secondo programma è tutt’altro che facile da sviluppare, ma possiamo scoprire molte intuizioni che ci ricompensano, se facciamo questo tentativo.


IL CERVELLO E LA COSCIENZA

In campo scientifico, le teorie dei fisici forniscono le basi per le scienze della vita e per la nostra comprensione della mente e della coscienza. In questo modo il premio Nobel Francis Crick ha reso nota recentemente quella che egli chiama l’Ipotesi Sconvolgente. Egli dice: “Voi, le vostre gioie ed i vostri dolori, i vostri ricordi e le vostre ambizioni, il vostro senso d’identità personale e la vostra di scelta, sono in realtà nient’altro che il comportamento di un immenso insieme di cellule nervose e delle loro molecole associate.”
In un certo senso questa potrebbe essere chiamata l’ipotesi standard. A parte poche eccezioni, come quella di Sir Johnn Eccles, i neuro scienziati danno per scontato che mente e coscienza possono essere completamente comprese in termini di processi cerebrali fisici.
Inoltre la contemporanea ricerca sul cervello ha davvero una caratteristica sorprendente. Fin qui, nessuno è stato capace nemmeno di suggerire una relazione comprensibile tra i processi fisico-chimici e le qualità della percezione (dette “qualia) che realizzano l’esperienza cosciente. In questo senso Crick ammette: “Non ho detto praticamente niente sui qualia-il rossore del rosso-se non di metterli da una parte e sperare nel meglio.”
Nel suo libro Consciousness Explained, il filosofo Daniel Dennett tratta dei qualia negandone l’esistenza. Egli offre molti esempi che fanno pensare che la coscienza è un’illusione, e che quello che accade davvero nel cervello è molto diverso da ciò che immaginiamo come nostra esperienza cosciente. Si potrebbe però chiedere: come può manifestarli l’illusione (falsa consapevolezza), se non esistesse prima la consapevolezza? Non potrebbe darsi che ci fosse un atma o anima collegata alla macchina corporea e non potrebbe darsi che in qualia siano funzioni di questa entità non fisica?


VITA DOPO LA MORTE

Nella Bhagavad-gita Krsna parla del corpo come di una macchina occupata dall’anima e guidata dal Signore nel cuore. Al contrario, sia la moderna scienza, sia alcune scuole di pensiero cristiano hanno abbracciato l’idea secondo cui l’essere vivente è solo una macchina. Fisici come John Plkinghorne suggeriscono che il sé sopravviva alla morte attraverso un processo di ricostruzione fisica. Così Polkinghorne parla degli atomi che costituiscono i nostri corpi: “E’ il modello che essi formano che costituisce l’espressione fisica della nostra personalità che sopravvive. Non pare che ci siano difficoltà nel pensare che questo modello, dissolto all’atto della morte, possa essere ricreato in un ambiente diverso come per risurrezione.”
Con un’accettazione implicita dell’ipotesi sconvolgente di Crick, Polkinghorne è in grado di proporre un modello scientifico della dottrina cristiana della resurrezione. Se però l’identità cosciente del sé è distinta dal cervello, come ho suggerito precedentemente, allora la sopravvivenza dopo la morte deve coinvolgere più del solo modello di atomi del corpo. La Bhagavad-gita, ovviamente, sostiene l’idea della trasmigrazione, in cui la personalità viene trasportata da un corpo all’altro dall’anima e dalla mente sottile.
E’ da notare che vi sono molte prove empiriche che ci dicono che la trasmigrazione può davvero verificarli. Lo psichiatra Ian Stevenson ha studiato migliaia di casi in cui un bambino sembra che si ricordi spontaneamente una vita precedente, senza aver avuto l’opportunità di conoscerla con i normali mezzi di comunicazione. Stevenson ha dimostrato che abilità, interessi, fobie e altri tratti della personalità tendono a mostrare una continuità da una vita all’altra. Egli ha inoltre studiato casi in cui bambini avevano macchie sulla pelle che corrispondevano a ferite che avevano causato la morte nella vita precedente.
Il lavoro di Stevenson è stato convalidato da altri ricercatori. Ciò sembra porre la trasmigrazione nell’ambito di fenomeni la cui verificabilità potrebbe essere provata scientificamente. Naturalmente questo fa sorgere il problema di come avviene la trasmigrazione e qual è il suo rapporto con le leggi note della fisica. Si pone perciò la domanda se “i ricordi della vita passata” studiati da Stevenson possano essere una ragione implicita in favore dell’accettazione della trasmigrazione nelle varie religioni.


ESPERIENZE TRA LA VITA E LA MORTE

Le esperienze tra la vita e la morte offrono un altro esempio di evidenza empirica che riguarda la possibile sopravvivenza del sé conscio dopo la morte. Queste esperienze sono di solito riferite a traumi fisici che costituiscono un pericolo per la vita come gli attacchi di cuore, ma assomigliano anche alle visioni spontanee cosiddette mistiche di persone in un normale stato di salute. Per di più, sciamani, yogi e mistici di molte tradizioni hanno cercato di separare deliberatamente il sé cosciente dal corpo per viaggiare fuori da esso Le esperienze tipiche tra la vita e la morte implicano una fase autoscopica ed una trascendentale. Nella fase autoscopica il soggetto vede il proprio corpo dall’esterno del corpo. In questa fase la persona può ricordarsi di aver visto cose che sarebbero state invisibili agli occhi fisici e ciò può essere interpretato come prova di uno stato di coscienza non ordinario.
Nella fase trascendentale il soggetto spesso riferisce di essere entrato in un altro mondo tipicamente caratterizzato da una luce brillante, da belli scenari e da un senso di conoscenza universale. Il soggetto può incontrare altre persone che possono variare da effulgenti figure religiose a parenti defunti.
Le persone che riferiscono tali esperienze spesso sembrano trasformate spiritualmente in modo positivo da quell’esperienza. Chiaramente tali esperienze hanno un significato altamente rilevante per il nostro concetto di religione. Da una parte sembra non avvalorare tradizioni religiose e dall’altra si può sostenere che le tradizioni religiose sono state fortemente influenzate da questo genere di esperienza, qualunque possa essere la causa che ne sta alla base.
Nel diciannovesimo secolo lo psicologo William James fece uno studio su esperienze religiose che lo portò alla convinzione che il nostro mondo immediato di sensazioni di leggi fisiche è parte di una realtà più grande, Egli asserì che “il mondo della nostra coscienza presente è solo uno dei numerosi mondi della coscienza che esistono e che questi altri mondi devono contenere esperienze che hanno un significato anche per la nostra vita e che sebbene in genere le loro esperienze e quelle di questo mondo rimangano distinte, tuttavia queste due ad un certo punto diventano continue e penetrano energie più potenti.”
Le esperienze tra la vita e la morte dimostrano che noi abbiamo molto da imparare su tali possibili contatti con altri mondi. Per esempio, Satwant Pasricha e Ian Stevenson hanno pubblicato un resoconto di sedici relazioni su tali esperienze in India. In questi casi, il soggetto tipico riferisce di essere stato portato via dal suo letto di morte da esseri dall’aspetto orribile che lo hanno trascinato alla presenza di un giudice. Il giudice però rimprovera quelli che lo hanno catturato, dicendo: “Perché avete portato l’uomo sbagliato? Portatelo indietro!” Il soggetto viene allora riportato a casa dove si risveglia con i segni fisici della sua esperienza dell’altro mondo. Questi casi avvenuti in India sembra che eseguano un modello diverso da quelli analoghi riferiti in Occidente e si potrebbe essere tentati di concludere che tutte le esperienze di questo tipo sono fantasie legate alle diverse culture. Pasricha e Stevenson fanno rilevare che i loro soggetti indiani identificano spontaneamente coloro che li catturano con gli Yamaduta dell’Induismo classico, ma sottolineano anche che queste esperienze possono essere reali e che le persone appartenenti a società diverse possono essere sottoposte a differenti tipi di esperienza al limite tra la vita e la morte.


EVENTI STRAORDINARI

Sia in India che in Occidente le tradizioni religiose sono piene di storie di incontri straordinari tra umani e vari tipi di essere che vanno dagli angeli, esseri celesti, avatara, fino a demoni ed agli spiriti del male. Oggi, naturalmente, è consuetudine relegare queste storie nell’aspetto mitologico della religione, dato che sappiamo che tali esseri non esistono. Nel caso migliore, tendiamo a pensare che tali storie possano essere state create per la salvaguardia della morale corrente e come lezioni spirituali destinate a comunità primitive di credenti che hanno desiderio di racconti elevati. Il concetto di Dio, però, che agisce nella storia, proprio della tradizione giudaico-cristiana (Jehovah) e di quella vaisnava (Krsna) è legato ala verità di eventi straordinari. Se noi releghiamo tutte queste storie nella fantasia e nel mito, allora il ruolo di Dio in queste tradizioni viene drasticamente cambiato.
Come possiamo però essere certi che questi eventi ad esseri straordinari non siano reali? La maggior parte di noi trascorre la propria vita senza esperienze quando valutiamo eventi che sono al di fuori ei essa. Di nuovo ecco che leggi conosciute della fisica sembrano scartare molti degli eventi straordinari che vengono riferiti.
Comunque, se ci basiamo sulla semplice evidenza empirica, troviamo che oggi molti eventi straordinari vengono riferiti da persone comuni. Prendiamo ad esempio in considerazione le storie più che note di rapimenti ad opera di UFO, in cui le persone dichiarano di essere state portate via da esseri umanoidi di aspetto strano che le hanno sottoposte ad apparenti procedure mediche. Poiché migliaia di persone riferiscono queste esperienze, esse costituiscono un fenomeno sociale importante che richiede una spiegazione.
La prima spiegazione che viene in mente è che queste persone siano pazze, ma seri studi psicologici hanno indicato che lo squilibrio mentale non può spiegar e il fenomeno dei rapimenti da parte di alieni è chiaramente difficile da spiegare, qualunque possa essere la sua vera natura. E’ inoltre rilevante per la comprensione della religione. Se noi paragoniamo attentamente le esperienze UFO contemporanee con quelle mistiche di cui parlano varie tradizioni religiose, troviamo una continuità caratterizzata sia tratti comuni sia da significative differenze. Le similarità comprendono la tendenza riferita agli alieni di comunicare in modo telepatico, di muoversi per levitazione, di attraversare la materia solida e di apparire e scomparire misteriosamente, spesso accompagnati da inspiegabile aureole di luce. Queste ed altre manifestazioni di potenza riferite, corrispondono alle siddhi mistiche dei Purana ed al carisma della tradizione cattolica romana. Sembra che incontri straordinari che tendono a seguire metodi regolari appaiono ripetutamente in tutto il mondo, perfino violando le regole della comune esperienza. Questo suggerisce che cause comini siano all’origine di queste esperienze.
Questo fa sorgere molte domande. Queste esperienze straordinarie sono semplicemente generate nella mente in base ai condizionamenti culturali? Oppure ci sono insiemi di credenze all’interno delle diverse culture che risultano condizionate da un ente o enti che sono responsabili delle esperienze straordinarie?
Una possibile risposta è che ci sia un sistema di controllo divino all’interno dell’universo che amministra separatamente le diverse religioni, pur tollerando che gruppi parzialmente indipendenti seguano i loro propri programmi. Vengono immediatamente alla mente gli angeli e i demoni della tradizione cristiana.
Il Bhagavata Purana (Srimad-Bhagavatam 11.14.5-7) fa esplicito riferimento ad un sistema che si prende cura di molte religioni. Esso afferma: “Tutte le numerose specie dell’universo con i loro rispettivi capi, sono apparsi con natura e desideri diversi generati da tre modi della natura materiale. Perciò,a causa delle diverse caratteristiche degli esseri viventi all’interno dell’universo, vi sono moltissimi rituali, mantra e ricompense vediche.” Quest’asserzione conferisce un significato del tutto generale alla parola “vedico”, che qui sembra comprendere tutte le religioni dell’universo. Se l’idea di un sistema universale di esseri appare troppo stravagante, possiamo prendere in considerazione la possibilità di spiegare le varie esperienze straordinarie come allucinazioni generate all’interno. Ma cos’è un’allucinazione?
Lo psicologo Raymond Moody, dottore in medicina, ha pubblicato uno studio in cui persone psicologicamente normali cercavano di vedere parenti defunti guardando fissamente uno specchio in circostanze attentamente controllate. Il progetto era ispirato da diffuse tradizioni sulle visioni percepibili guardando fisso nei cristalli, negli specchi, nell’acqua e in altre superfici riflettenti. Moody riferiva che in alcuni casi le persone avevano visioni estremamente nette in cui una persona-di solito un parente morto-sembrava saltar fuori dallo specchio in una forma solida a tre dimensioni impegnandosi in conversazioni prolungate. Allucinazioni? Forse, ma abbiamo molto da imparare su cosa siano in realtà le allucinazioni e da cosa siano provocate.
La storia vaisnava di Duhkhi Krsna-dasa mostra come le visione possano far parte di una tradizione religiosa. Molto brevemente, la storia narra di come Duhkhi Krsnadasa trovò una cavigliera d’oro mentre puliva un luogo sacro di Vrndavana, tradizionale luogo di nascita di Krsna in India. Egli nascose la cavigliera, ma più tardi incontrò una vecchia donna che gliela chiese dicendo che era stata persa da sua figlia. Dopo aver conversato con lui l’anziana donna rivelò la sua bella forma di Lalita, una delle gopi che servono l’eterna consorte di Krsna, Radharani. Dopo che Duhkhi Krsnadasa le dette la cavigliera, che risultò essere di Radharani, Lalita scomparve misteriosamente. Più tardi, il guru di Duhhi Krsnadasa, ascoltò questo racconto con scetticismo e mentre cercava di convincerlo, Duhkhi Krsnadasa incontrò di nuovo Lalita. Questa volta però egli la incontrò entrando nel suo mondo attraverso la meditazione.
Racconti di questo genere giocano un ruolo importante in molte tradizioni religiose. Da un punto di vista scientifico dobbiamo fare molta strada prima che possiamo cominciare a comprenderli.


I RESTI FOSSILI

Passiamo ora dalla discussione di fenomeni attuali alle scienze storiche come la geologia e la biologia dell’evoluzione. E’ qui che si sono sviluppati alcuni dei maggiori contrasti tra scienza e religione. Nei primi anni del secolo diciannovesimo la scienza della geologia che stava sviluppandosi, cominciò a mostrare un quadro molto strano della storia della vita sulla terra. Secondo le teorie correnti, la storia inizia con la formazione della circa 4-5 bilioni di anni fa. Dopo meno di un bilione di anni, apparve la vita nella forma di batteri e alghe. Questa situazione continuò fino a circa 500 o 600 milioni di anni fa, con l’apparizione di particolari forme di vita marine, come la fauna Ediacara e le creature del Burgess Shale. Nel seguente periodo cambriano apparvero una grande varietà di creature marine più familiari e nel devoniano la vita iniziò ad espandersi in modo importante sulla terra, circa 400 milioni di anni fa. Segue poi l’era degli acquitrini di carbone del carbonifero, l’età dei prima rettili ed infine circa 150 milioni di anni di dinosauri. Dopo i dinosauri misteriosamente scomparsi, l’era dei mammiferi si sviluppò per circa 65 milioni di anni fino all’era attuale. Gli umani attuali sono apparsi proprio alla fine di questo periodo, non più di circa 100.000 anni fa. Questa storia non appare esplicitamente nei libri sacri di nessuna religione, per lo meno per quanto ne sappia. Alcuni creazionisti cristiani la negano completamente e parlano di una giovane terra, basata su una cronologia mosaica, che fissa la creazione della terra da 6.000 a 10.000 anni fa. Altri creazionisti preferiscono riconciliare la Bibbia con la geologia interpretando i giorni della creazione della Genesi come lunghe ere. Alcuni poi propongono l’esistenza di razze umane o semiumane che avrebbero preceduto la recente apparizione di Adamo e Eva.
Nell’induismo, l’immensità del tempo geologico non costituisce un problema. La cronologia indù, come definita nei Purana, è basata su alcuni intervalli di tempo molto grandi simili a quelli dei geologi.
Questi sono i divya yuga di 4.320.000 anni, il manvantara di circa 307 milioni di anni e il kalpa di 4.320.000.000 anni. L’astronomo Carlo Sagan fece notare: “La religione indù è l’unica delle grandi fedi del mondo … in cui la scala dei tempi corrispondono, senza dubbio casualmente, a quelli della moderna cosmologia scientifica.” Che però questa somiglianza sia casuale o no, la spiegazione indù di cosa accadde nel passato è assai diversa dalla storia geologica. Essa fa riferimento quasi esclusivamente all’attività di esseri sovrumani che vivono loro stessi milioni o centinaia di milioni di anni. I racconti puranici difficilmente sembrano fare riferimento alla terra come noi la conosciamo nel suo insieme e può ben essere che essi fossero riferiti a più alti regni celestiali.


LA TEORIA DI DARWIN

Gli scienziati interpretano i resti fossili come la storia del graduale sviluppo della vita sulla base della teoria neo-darwiniana dell’evoluzione. Farò riferimento a questa chiamandola per brevità teoria di Darwin, ma essa è stata in realtà sviluppata dopo la seconda guerra mondiale come un sintesi della genetica di Mendel e delle idee originali di Darwin.
La teoria di Darwin si basa completamente sulle leggi della fisica e sulla cieca casualità, Nelle parole del teorico darwiniano Rchard Dawkins l’origine delle specie viventi viene attribuita ad un “cieco orologiaio,” completamente privo d’intelligenza, preveggenza o finalità. Per questa ragione essa è stata respinta con forza da molti Cristiani conservatori che pensano che la vita sia stata creata dalla Divina Provvidenza.
Altri gruppi cristiani, però, come i Cattolici romani e i Protestanti liberali, dichiarano di non trovare difficoltà nel vedere l’evoluzione darwiniana come una metodica divina di creazione. Alcuni dicono che Dio è proprio un darwiniano che semplicemente risiede nella trascendenza e lascia che l’evoluzione produca adoratori a tempo debito. Altri adottano compromessi proponendo evoluzioni guidate, in cui Dio spinge delicatamente il processo darwiniano nella direzione voluta. Questo naturalmente non è accettato dalla scienza ufficiale.
In linea di principio non c’è alcuna ragione per negare che l’evoluzione darwiniana possa essere un metodo divino di creazione delle specie. In pratica però la teoria dell’evoluzione solleva da sé ostacoli contro questa interpretazione. Tra tutte le teorie scientifiche di oggi quella dell’evoluzione neo-darwiniana è forse al più criticabile da un punto di vista scientifico teoretico. Fin dal suo inizio, la teoria di Darwin non è stata capace di spiegare nei dettagli in che modo si formino organi complessi come il cervello o gli occhi. L’idea generale è che gli organi si sviluppino attraverso una serie di piccole trasformazioni. Per esempio, si dice che l’occhio comincia come un punto sensibile alla luce. Il punto si trasforma in una cavità sviluppando una sensibilità direzionale attraverso le ombre. La cavità si chiude formando una specie di stetoscopio e allora una membrana traslucida forma una lente primitiva che raccoglie e focalizza la luce. Gradualmente si aggiungono caratteristiche e miglioramenti, finché non si arriva all’occhio di un’aquila.
Il problema è che questa è solo una spiegazione “cosi è” che ci viene chiesto di accettare sulla base della fede. Non può essere verificata come verifichiamo la teoria di Newton calcolando l’orbita di un pianeta e osservando poi che quel pianeta segue davvero quell’orbita. L’occhio è semplicemente troppo complesso e più lo studiamo più lo troviamo complesso. Sulla base del recente sviluppo dell’ origine di organica e funzioni complesse è diventato sempre più scoraggiante. Ai tempi di Darwin, la cellula sembrava essere un semplice contenitore di elementi chimici. Oggi è vista come un’organizzazione molecolare di alta precisione molto più complessa dei nostri computer più avanzati.
Il biochimico Michael Bhe (che non è un creazionista) ha pubblicato un libro che sostiene che è estremamente difficile spiegare le scoperte della biochimica secondo la teoria di Darwin. Egli puntualizza che anche se l’interesse degli scienziati è stato attratto dall’origine dei sistemi bio-molecolari, nella letteratura scientifica non è stato pubblicato niente che affronti veramente il problema di come l’evoluzione possa funzionare a livello molecolare. Questa mancanza di opere pubblicate indica la mancanza di idee scientifiche a proposito dell’evoluzione molecolare.
Naturalmente si può sostenere che dovrebbero essere accettate le vaghe spiegazioni evoluzionarie a meno che non possano essere decisamente confutate. Si può dimostrare che l’evoluzione di Darwin funzione in molti casi semplici. Concorda con le teorie della fisica saldamente fissate e salva queste teorie dell’attacco di dottrine sovrannaturali sulla creazione.
Il nodo della questione è questo: in natura tutto funziona rigidamente secondo impersonali leggi matematiche o esiste un’interfaccia spirito-materia? Se c’è, allora gli inconvenienti della teoria di Darwin possono essere finalmente superati introducendo di nuovo nella natura una finalità e un disegno intelligente.


COLCLUSIONI

Sebbene le tradizioni del teismo personalistico siano escluse dallo spirito della moderna scienza, esse non sono del tutto rifiutate dalla teorie ancora in evoluzione della fisica. Invero, anche alcuni dei fenomeni straordinari connessi con gli insegnamenti teistici possono finalmente straordinari connessi con gli insegnamenti teistici possono finalmente trovare conferma a livello di scienza fisica e biologica che si confrontano strettamente con forme sconcertanti dell’esperienza umana. Questo può fornire la chiave per comprendere come la materia interagisce con la coscienza.
Questi sviluppi possono richiedere una grande quantità di tempo. Al giorno d’oggi, la nostra ignoranza è schiacciante, ma c’è un segno di speranza, poiché l’espandersi della conoscenza allarga anche il confine tra ciò che si conosce e ciò che non si conosce. Il pericolo maggiore che dovremmo evitare è di fermare lo sviluppo della conoscenza imponendo prematuramente conclusione definitive, sia sul fronte del razionalismo scientifico, sia su quello del dogmatismo religioso.

Sadaputa Dasa (Richard L. Thompson) ha conseguito il suo dottorato in matematica alla Cornell University. E’ l’autore di alcuni libri tra cui I misteri dell’universo sacro è il più recente.


LA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE DI UNA CELLULA VIVENTE

Ai tempi di Darwin le cellule erano considerate come semplici contenitori di elementi chimici che potevano avere origine spontanea dai composti organici. Comunque ora è chiaro che le cellule contengono complessi meccanismi biochimici. Gli stadi attraverso cui questo meccanismo può aver avuto origine sono sconosciuti e difficili da immaginare. Così non si può continuare a pensare, prendendolo come dato di fatto, che le cellule viventi si siano evolute attraverso processi fisici da elementi chimici. In questa illustrazione sono rappresentati alcuni importanti elementi strutturali tipici delle cellule vegetali e animali.

I riobsomi elaborano le molecole proteiche seguendo i messaggi codificati nel RNA. Sebbene qui appaiono come semplici punti, i ribosomi hanno una struttura complessa.
Il reticolo endoplasmico è formato da un complesso di membrane che formano compartimenti interni usati per sintesi e il trasposto di vari composti prodotti dalla cellula.
Il nucleo contiene il materiale ereditario, DNA, che porta le informazioni per sintesi e il trasporto di vari composti prodotti dalla cellula.
Il nucleo contiene il material ereditario, DNA, che porta le informazioni per l’operatività e la perpetuazione del meccanismo cellulare. Processi molecolari complessi sono alla base della riproduzione del DNA.
Il nucleolo è un meccanismo di riproduzione parziale dei ribosomi.
I microtuboli formano una complessa intelaiatura a traliccio che dà forma alla cellula e le permette di muoversi sistematicamente e di cambiare forma.
Alcune cellule sono fornite di ciglia, struttura flagelliforme che si muovono come nuotando mosse dall’azione di un meccanismo interno composto da complessi elementi scorrevoli.
I lisosomi contengono enzimi che distruggono le sostanze indesiderate all’interno della cellula.
I cloroplasti che si trovano nelle cellule vegetali sono complessi meccanismi chimici che compiono la fotosintesi-l’accumulo di energia solare sotto forma di molecole di zucchero.
La membrana cellulare è dotata di molte molecole proteiche complesse che regolano il passaggio delle molecole in entrata e in uscita dalla cellula, ed agisce come un sensore che informa la cellula delle condizioni esterne.
I mitocondri sono meccanismi chimici che forniscono energia alla cellula per mezzo di una rottura controllata delle molecole di cibo.



PARASURAMA KUNDA
Un viaggio nell’India sconosciuta

Un pellegrino occidentale scopre un tempio, praticamente sconosciuto costruito in onore dell’incarnazione di Sri Krsna come guerriero.
Testo e foto di Patita Pavana Dasa Adhikari

“Tutti voi siete i discendenti degli ksatriya (guerrieri) che sfuggirono all’ascia del Signore Parasurama.” Queste parole mi lasciarono stupefatto. Era il 1971 ed io ero seduto ai piedi di Srila Prabhupada, il mio maestro spirituale. Egli sedeva come un re sul santo vyasasana (sedile del guru) mentre dava una lezione ad un numeroso pubblico nel tempio ISKCON di Brooklyn.
Mi soffermai a riflettere che in qualche modo Srila Prabhupada aveva il potere di parlare di cose stupefacenti, mai udite prima in un modo così realistico che gli ascoltatori si rendevano conto immediatamente che qualsiasi cosa ascoltavano era la verità. Io ero emozionato d’ascoltare, d’imparare e di realizzare tutto d’un tratto la coscienza di Krsna. Seduto ai piedi di loto di Sua Divina Grazia, mi rendevo conto che le sue capacità provenivano non solo dalle sue intime realizzazioni molto elevate, ma da un potere che discendeva dalla successione disciplina, come l’elettricità passa attraversa il filo.


Attraverso l’Europa e l’Asia

Srila Prabhupada continuò a spiegare come il Signore Parasurama, un’incarnazione del Signore Parasurama, un’incarnazione del Signore Supremo Sri Krsna, avesse sconfitto, usando una sola mano, un grandissimo numero di guerrieri erranti e fosse uscito vittorioso da ogni combattimento. Molti ksatriya erano fuggiti ed avevano viaggiato verso occidente attraversando l’Asia e alla fine si erano stabiliti nelle varie parti dell’Europa. In seguito avrei capito che questo fatto spiega l’influenza del sanscrito su tutte le lingue europee-germaniche o romantiche-e sui nomi delle nazioni e delle regioni europee.
Con solo alcune frasi stimolanti, Srila Prabhupada aveva collegato tutti noi Occidentali alla sua cultura e civiltà vedica. A noi, ribelli degli anni sessanta, veniva ora fornita un’identità di cui potevamo essere orgogliosi.
Pochi anni dopo mi sentii attratto dall’India. Attraversai l’Europa e l’Asia occidentale in autobus e in treno in una migrazione in senso inverso a quella dei miei lontani “antenati”. Mi spostavo lentamente, tenendo in mente le parole di Srila Prabhupada e cercando in Francia, in Italia, in Turchia, in Iran e in Afghanistan le vestigia della cultura vedica, che gli ksatriya che si erano stabiliti lì avevano potuto portare con loro secoli prima. Non sarebbe esagerato dire che durante il viaggio vidi centinaia di questi resti.
In India seppi che templi e luoghi santi dedicati all’adorazione del Signore Parasurama sono rari. Nella città himalayana di Uttar Kaschi, la “Benares del nord”, trovai un piccolissimo Sri Parasurama Mandir proprio sopra il famoso tempio di Ekadasa Rudra, “le undici forme di Siva.” Un sadhu di passaggio mi spiegò che, poiché il Signore Parasurama una volta aveva fatto penitenza in questo luogo, molte centinaia di anni fa vi era stato costruito un piccolo tempio in suo onore. Aggiunse che non era a conoscenza di nessun altro tempio di Sri Parasurama eccetto uno, un Parasurama Kunda (lago) ad Assam. (Sfortunatamente, alcuni anni dopo il fiume Brahmaputra aveva inondato la zona e negli ultimi anni ’70 il tempietto di Assam era scomparso.)
Seduto davanti alla divinità del Signore Parasurama, cantando Hare Krsna sul mio japa, con le alte cime dell’Himalaya coperte di neve sopra di me e il fragoroso Gange sotto, avvertii un forte sentimento di riverenza per questa incarnazione di Krsna. Dopo tutto, a qualsiasi demone ucciso dal Signore Supremo è concessa moksa o liberazione. Poiché fisicamente sono di origine europea e perciò discendo dagli ksatriya, avrei potuto avere antenati liberati dall’ascia del Signore milioni di anni fa.
Dovetti aspettare solo alcuni mesi per scoprire la versione completa dei passatempi (lila) del Signore Parasurama nello Srimad-Bhagavatam. A quel tempo mi trovavo nella Hare Krsna Land a Mumbai che era in via di sviluppo, cercando di servire Srila Prabhupada secondo le mie modeste capacità. Era appena arrivato il nono Canto dello Srimad-Bhagavatam e dal capitolo quindicesimo e sedicesimo avrei conosciuto di più sui divertimenti del Signore Parasurama.


Scoperta del Parasurama Kunda

Ed ora seguitemi velocemente dal momento in cui appresi i particolari dei lila di Parasurama fino al 1980. Era il periodo del mio matrimonio con Raagini, una signorina indù, laureata in medicina a Jabalpur in Madhya Pradesh. Dopo un complicato matrimonio a Lucknow e “una luna di miele”, o, piuttosto, un pellegrinaggio sull’Himalaya, mia moglie ed io ci recammo in visita alla sua famiglia a Jabalpur, una grande città annidata tra le colline Vindhya e il fiume Narmada. Là feci amicizia con alcuni pandita del luogo e il giorno andavo in scooter alla scoperta dei luoghi santi della zona.
Visitai il luogo deve Hanuamn e i suoi amici giocavano prima di unirsi all’esercito del Signore Rama per sconfiggere Ravana. Alta, sopra il Narmada vidi, tra i picchi di marmo bianco, la grotta dove il Signore Dattatreya, un’incarnazione combinata di Brahma, VIsnu e Siva, era stato a meditare. In barca risalii il Narmada, dalle spumeggianti acque smeraldine fino al luogo di penitenza di Banasura, la cui figlia aveva sposato il nipote di Sri Krsna, Aniruddha. Banasura era discendente di Prahlada Maharaja e figlio di Bali Maharaja. Presso il Banasura Ghat, l’odierno Bhere Ghat, egli aveva adorato milioni di Siva-linga. Quindi è in questo luogo che il Narmada produce Siva-linga auto manifestate (svayambhu) che sono adorate nei templi in tutta l’India. Poiché la figlia di Banasura aveva sposato il nipote di Krsna, Aniruddha, figlio di Pradyumna, Banasura diventò un membro della famiglia di Krsna dopo una grande guerra descritta nello Srimad-Bhagavatam.
Camminai per giorni sulle colline Vinghya, che una volta erano un’imponente catena montuosa la cui grande altezza aveva “il potere di fermare il sole”. Queste montagne divennero colline quando s’inchinarono davanti al saggio Atri, che era intervenuto per conto del dio del sole, ma le montagne lasciarono dietro di loro enormi macigni a testimonianza della loro passata dimensione monumentale. Jabalpur e l’ampia zona circostante costituiscono davvero un’affascinante e sconosciuta parte del mondo che contiene posti sacri dove una volta giocavano i devata (esseri celesti). Oggi i miti abitanti dei villaggi coltivano campi fertili e tribù primitive abitano nella giungla insieme a tigri, cervi e bisonti selvaggi.
Un giorno mentre esploravamo la zona, chiesi alle mie guide se conoscevano lì vicino qualche luogo di penitenza, o tapobhumi, di Parasurama. Io sapevo che si era rifugiato nelle colline Vindhya e forse si poteva trovare un luogo dove aveva fatto penitenza. Un giorno una delle mie guide locali, Sri Gyan Prakash Khare, mi parlò del Parasurama Kunda sul fiume Pariat, un affluente del Narmada. Lì vicino si trovava una collina isolata chiamata Parasurama Giri parte delle colline Vindhya. Quel luogo si trovava in una zona remota, costituita in parte da giungla e in parte da terre coltivate ed era conosciuto solo da pochi abitanti del posto.
Il giorno successivo saltammo sui nostri scooter e andammo in esplorazione. Passati i bazar, dopo aver attraversato minuscoli villaggi con capanne di fango e paglia, ci aprimmo il varco fra i campi e la giungla inesplorata finché arrivammo in vista del kunda formato da gigantesche pietre tantaniya, così dette per il suono causato dal vento nell’attraversale. Circa a quattrocento metri al di là del kunda si trovava la collina di Parasurama, sulla cui cima (uno yogi me l’avrebbe detto in seguito) c’è una pietra che conserva le impronte dei piedi di loto di Sri Parasurama.
“Questa sila (pietra) è stata vista da pochissimi uomini,” mi ammonì sfidandomi a ritrovarla. Tra la collina di Parasurama e il suo kunda c’è Mnadir di Parasurama di solito non frequentato, costruito alcune generazioni fa dalla gente del villaggio. All’interno del santuario del minuscolo tempio si trova una rara divinità sorridente di Sri Parasurama che impugna la sua parasu (ascia) in un atteggiamento quasi identico a quello che ha nel suo tempio di Uttar Kashi. Come di cono, il Signore è molto affascinante ed invitante per i devoti, ma incute paura ai demoni.
Ogni anno qui si celebra un festival in Makara Sankranti (in gennaio), quando il Signore Sruya Narayana, il dio del sole, entra nel Capricorno (secondo i calcoli vedici) ed inizia così il suo percorso di sei mesi attraversando le regioni celesti. E’ l’unico festival che si teine qui ed attrae molti abitanti dei villaggi. Il villaggio più vicino, Matamar, un insieme di poche capanne di fango e paglia, si trova a circa un chilometro e mezzo. Nella giungla circostante abitano delle tribù Gond, che vivono di caccia e pesca o di umili lavori pagati a giornata.
Tutte le volte che faccio un bagno qui alcuni componenti della tribù si accoccolano dietro i cespugli e restano immobili per guardare in silenzio.
Essi hanno la propria religione, la propria lingua e i propri costumi che li differenziano dalla maggioranza degli Indù. Effettivamente la lingua e i costumi variano da tribù a tribù. Uno yogi che parla l’inglese si è stabilità in questa zona alcuni anni fa. M.K. Rana, ufficiale di polizia nato in Nepal, ora è diventato un rinunciato, Mahankal Baba. Vive in una capanna e si ciba solo di cose coltivate personalmente da lui sulle rive del kunda. Indica gli enormi camion lontani che stanno invadendo quest’ambiente finora idilliaco per fabbricare mattoni con l’argilla rossa del terreno. “Se io non impedisco loro di dissacrare la sacra bhumi (terra) del Signore Parasurama, chi lo farà?” chiede. Una volta ho chiesto a Baba Mahankal se qualche straniero aveva visitato il kunda recentemente.
“Stai scherzando?” rispose ridacchiando. “Perfino gli abitanti del posto non conoscono questa località!” Mentre scattavo delle fotografie per questo articolo, una volta gli chiesi di sedersi su di un masso a fianco del kunda.
“Perché mai dovrei sedermi lì?” chiese indignato. “Ho il mio posto per sedere!”
Un altro yogi vive in questa zona, in una piccola grotta a fianco di Parasurama Giri; poiché ha perso una gamba in un incidente, ogni giorno gli abitanti del villaggio gli portano un po’ di riso. Intorno alla sua grotta ci sono tesori archeologici abbandonati: colonne intarsiate che ornavano un tempio che una volta, monti secoli fa, sorgeva lì vicino. Nel sedicesimo secolo, l’esercito di Akbar, un imperatore di Delhi, invase questa area. La locale regina di Gondwana, Maharanai Durgavati, allora poco più che ventenne, armò un esercito composto dalle tribù Gond e sopra il suo elefante si oppose fieramente alle truppe degli invasori. Sfortunatamente fu uccisa in modo sleale durante la battaglia. Successive ondate di invasori distrussero molti templi, proprio come Aurangzeb, nipote di Akbar, aveva profanato a Vrndavana lo Sri Radha-Govinda Mnadir. Le colonne testimoniano che qui una volta sorgeva un grande tempio, ma occorrono ricerche per scoprirne i resti. A circa quaranta chilometri si erge ancora la tomba samadhi della regina Durgavati, che, molto venerata dagli abitanti del luogo, si trova dietro il fiume Gaur nel punto preciso in cui lei offrì la sua vita per proteggere la civiltà vedica.


Un appello

Non ci sono veri luoghi di pellegrinaggio o templi dedicati al Signore Parasurama in nessuna parte del mondo. Se questa area che circonda il Kunda del Signore Parasurama venisse recuperata come luogo sacro, milioni di persone potrebbero conoscere ed adorare questa meravigliosa incarnazione del Signore Supremo, Sri Krsna. Una strada sterrata, ma percorribile con mezzi motorizzati, collega questa zona con Panagar sulla strada nazionale 7 la Jabalpur-Sihora. Migliaia di pellegrini ogni mese percorrono la strada nazionale 7 per visitare la Collina di Devi, la Dea Sharada di Mihar. Tutti gli autobus e i furgoni di pellegrini si fermerebbero sicuramente per visitare i templi del Signore Parasurama.
Il tempio dell’avatara di Sri Krsna, Signore Parasurama, sperduto nella giungla potrebbe essere di nuovo trasformato in un luogo do pellegrinaggio, prima che industrie, centri commerciali ed orrendi megacomplessi residenziali invadano un luogo spirituale prezioso. Chi arriverà prima, i bulldozer o i devoti?

Patita Pavana Dasa fu iniziato da Srila Prabhuapda nel 1968. Ha scritto tre libri di astrologia in coscienza di Krsna che si possono trovare tra le pubblicazioni Sagar in india) e una guida di Vrndavana (che si può trovare nell’Hare Krsna Bazaar insieme a Shri Pushpanjali).



Srila Prabhupada parla chiaro

“A CHE SERVE L’OPINIONE PUBBLICA?”

Continua il dialogo tra Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e il direttore della ricerca per il Dipartimento affari sociali australiano. L’incontro ebbe luogo al centro ISKCON di Melboune il 21 maggio 1975.

SRILA PRABHUPADA: Noi accogliamo molte persone nuove qui nel nostro centro e dopo un po’ di tempo apprendono la nostra cultura e diventano devoti dedicati. Il fatto è che ci deve essere un metodo ben definito: no al sesso illecito, no al cibarsi di carne, no agli intossicanti, no al gioco d’azzardo e cantare sempre i santi nomi di Dio. Poiché abbiamo questo metodo preciso, stiamo aumentando di numero: il nostro movimento non sta diminuendo. Per esempio, qui abbiamo aperto un tempio. Non molto tempo fa, non c’era un tempio, ma ora abbiamo un bel tempio. In questo modo, il nostro movimento sta espandendosi in tutto il mondo: non sta diminuendo. Sono venuto dall’India da solo. Arrivato a New York, nel 1965, per un anno non ho avuto un posto dove stare. Non avevo mezzi per mangiare. Vagabondavo, vivendo praticamente ora a casa di un amico, ora a casa di un altro. Poi gradualmente ogni cosa è andata a posto. Vennero delle persone. Io nel pomeriggio, cantavo per ben tre ore da solo in una piazza di New York. Come si chiamava-Tompkins Square? Si. Sei mai stato a New York? Così quello fu l’inizio. Poi pian piano vennero le persone. (Rivolto a un discepolo) Tu facevi parte di un club. Qual era?
DISCEPOLO: Oh, in California?
DISCEPOLO: Ero al Morningstar Ranch. (Ride)
SRILA PRABHUPADA: Ah-ah. (Ride) Quello era un altro bordello.
DISCEPOLO: Una fattoria di hippie. Tu arrivasti là.
SRILA PRABHUPADA: Così tu eri là ed io venni. Il proprietario, l’organizzatore-mi portò là. (Rivolgendosi al direttore) Per cui io penso che se sei serio, possiamo aprire insieme un’istituzione dove le persone possono essere educate a diventare di prima classe. I figli dovrebbero essere educati. Questa sarebbe una soluzione.
DIRETTORE: Allora dobbiamo cambiare la società
SRILA PRABHUPADA: No, Non cerchiamo di cambiare la società tutto in una volta. Lasciamo che la società sia com’è. Noi semplicemente dobbiamo educare dei ragazzi e, naturalmente, anche degli uomini-proprio come abbiamo educato questi uomini. In questo modo è possibile. Questo è un esempio pratico. (Lasciando un’occhiata al discepolo) Proprio com’eri tu in quella tana, il Morningstar.
DIRETTORE (al discepolo): Molti dei vostri uomini hanno avuto contatti con la delinquenza nella loro vita’
DISCEPOLO: Delinquenza?
DIRETTORE: Si. Vi siete mai trovati nei guai con la legge prima che vi uniste al movimento?
DISCEPOLO: Oh, molti devoti.
DIRETTORE: E tu?
DISCEPOLO: Oh si.
DISCEPOLO 2: Qui abbiamo un ragazzo che ha trascorso nove mesi in un penitenziario.
SRILA PRABHUPADA: Questo è quello che facciamo. Possiamo fermare la delinquenza. Questi ragazzi sono diventati persone sante. Tutti possono diventare santi. In India sono rimasti sorpresi: “Come hai fatto a far diventare santi questi Europei ed Americani incivili?” Sono sorpresi. Poiché in India i brahmana ed altri avevano l’idea che: “Questi Occidentali-sono senza speranza. Essi non possono diventare in nessun modo religiosi avanzati o persone dedite alla spiritualità.” Perciò quando vedono che abbiamo molti templi in India e che gli Occidentali ora adorano il Signore, che sanno affrontare tutte le situazioni e che cantano e danzano, ne sono sorpresi. Dopo tutto, molti swami sono andati in occidente prima di me, ma non sono stati capaci di cambiare la vita di nessuno. Non sono io però che ho trasformato queste persone. Il metodo è così gradevole che si sono trasformati.
DIRETTORE: Si dirà però che solo una piccolissima parte della popolazione viene trasformata.
SRILA PRABHUPADA: No. Per il nostro metodo non esiste il problema della percentuale. Come ho già detto, anche se la percentuale è bassa, ci saranno alcuni uomini ideali. In questo modo, per lo meno le persone diranno: “Ecco un uomo ideale.”
Prendi in considerazione solo l’esperienza che stiamo vivendo nel nostro tempio. Poiché i nostri giovani cantano e danzano, molte persone vengono dall’esterno ed anch’esse imparano ed offrono i loro omaggi al Signore. Poi gradualmente offrono il loro servizio: “Accettatemi per favore.”
Contano più gli esempi delle parole. Se c’è un gruppo di uomini ideali, allora gli altri impareranno automaticamente. Questo è quello che occorre, ma stai tranquillo-al momento attuale, in generale non trovo alcun gruppo di uomini ideali nella società. Perfino i sacerdoti cristiani-vanno all’ospedale per cercare di smettere di bere. Qualche tempo fa in una clinica, c’erano cinquemila pazienti alcolizzati, in gran parte sacerdoti. I sacerdoti dovrebbero avere un carattere ideale. C’è di più però, alcuni preti sostengono l’omosessualità. Per cui nelle società dove sono gli uomini dal carattere ideale? Se perfino i sacerdoti vanno in clinica per il vizio di bere e permettono matrimoni tra uomini e l’omosessualità, allora qual è la classe sociale, esempio di carattere ideale?
DIRETTORE: L’omosessualità però è un malessere. E’ una malattia. E’ come una persona che non può vedere-non dovrebbe essere punita perché non vede. Non puoi punire una persona perché p omosessuale. Questo è ciò che dice la nostra società.
SRILA PRABHUPADA: Bene, comunque la classe sacerdotale sta consentendo l’omosessualità.
DIRETTORE: Scusa?
SRILA PRABHUAPDA: Si sono consenzienti. Essi stanno giustificando l’omosessualità. C’era un articolo sul giornale di due uomini che venivano davvero sposati da un prete. Prova a immaginare-un sacerdote che sposa due uomini. Alcuni sacerdoti stanno perfino sostenendo l’approvazione di una legge che legalizza l’omosessualità. Alcuni miei discepoli mi dicono che a Perth i professori universitari discutono con i loro studenti dell’omosessualità dichiarandosi favorevoli. Perciò dov’è la classe degli uomini dal carattere ideale? Se si vuole qualche reale cambiamento nella società, bisogna educare alcune persone a sviluppare un carattere ideale. Questo è lo scopo del movimento per la coscienza di Krsna.
DIRETTORE: Come rispondete quando qualcuno vi chiede: “Quello che per voi è ideale, può non esserlo per qualcuna ltro?”
SRILA PRABHUPADA: Sto parlando del principio del carattere ideale.
DIRETTORE; Si, ma questa è solo un’opinione.
SRILA PRABUPADA: I principi e gli standard non dipendono dall’opinione pubblica. Opinione-qual è il valore dell’opinione pubblica se tutte le persone sono asini? Non si deve parlare di pubblica opinione. Si deve prendere quello che è contenuto negli sastra, nelle scritture, non le opinioni. A che serve prendere in considerazione l’opinione di un asino?
Perciò finché le persone vengono educate come cani ed asini, a che serve la loro opinione? Se vuoi elevare le persone, devi usare questo metodo. Per esempio quando ho introdotto questo principio: “Niente sesso illecito”, non mi sono mai preoccupato dell’opinione pubblica. Se tu chiedi l’opinione delle persone, subito esse esporranno il loro punto di vista. Qual è però l’utilità dei loro punti di vista, delle loro opinioni? “Lo si deve fare.” Il principio deve essere rispettato.
Questo è il difetto della civiltà occidentale, vox populi-prendere in considerazione la pubblica opinione. Ma che valore hanno queste persone? Bevitori, fumatori, mangiatori di carne, cacciatori di donne. Non sono uomini di prima classe. Perciò qual è l’utilità dell’opinione di questi uomini di terza e quarta classe? Noi non ascoltiamo questo genere di opinioni. Quello che Krsna ha detto-questo è lo standard. Questo è tutto, Krsna è il Supremo e il Suo parere è quello che conta. Non conta l’opinione pubblica, non conta la democrazia.
Quando vai dal medico per una prescrizione, forse il medico propone la sua prescrizione al parere degli altri pazienti? “Sto prescrivendo questa medicina a questo signore-per favore datemi il vostro parere.” Fa forse questo? Tutti gli altri pazienti-cosa ne sanno? Il medico è la persone ideale Qualunque cosa egli scriva la prescrizione è giusta. Questo è tutto. Qui nel mondo occidentale però, tutto dipende dalla pubblica opinione. Qual è l’utilità di tale opinione?



Srimad-Bhagavatam
IL GIOIELLO DELLE SCRITTURE VEDICHE

Sulla felicità e la famiglia

Abbiamo un grande piacere nel pubblicare la versione inedita in lingua italiana dello Srimad-Bhagavatam, undicesimo canto, la parte conclusiva del grande classico della spiritualità compilato cinquemila anni fa da Krsna-Dvapayana Vyasa, tradotto dall’originale sanscrito da Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada, e completato dai suoi discepoli. Lo Srimad-Bhagavatam, l’essenza di tutte le Scritture Vediche, è la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la sorgente ultima di ogni cosa, l’Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui, e spiega inoltre che il nostro dovere è di agire per migliorare al società umana sulla base di questa conoscenza infallibile. Chi fosse interessato all’intera opera può contattare la Bhaktivedanta Book Trust Italia.

Srimad-Bhagavatam, Canto 11, Capitolo 3


VERSO 18


sri-prabuddha uvaca
karmany arabhamananam
duhkha-hatyai sukhaya ca
pasyet paka-viparyasam
mithuni-carinam nrnam

sri-prabuddhah uvaca: Sri Prabuddha disse; karmani: le attività interessate; arabhamananam: facendo sforzi per; duhkha-hatyai: per eliminare la sofferenza; sudhaya ca: e per ottenere la felicità; pasyet: bisogna vedere; paka: il risultato; viparyasam: il risultato contrario; mithuni-carinam; che sono accoppiate come uomini e donne; nrnam: di queste persone.

TRADUZIONE
Sri Prabuddha disse:
Accettando il ruolo di maschi e femmine nella società umana, le anime condizionate si uniscono in relazioni sessuali. Essi si sforzano costantemente di eliminare l’infelicità e di accrescere illimitatamente il proprio piacere; tuttavia è possibile rendersi conto che in realtà ottengono inevitabilmente il risultato opposto. In altre parole, la loro felicità svanisce inevitabilmente, e nel corso degli anni i loro disagi materiali aumentano.

SPIEGAZIONE
Senza la misericordia di un puro devoto è estremamente difficile liberarsi dal concetto della vita basato sul corpo, che rappresenta la base illusoria dell’attrazione sessuale.


VERSO 19


nityartidena vittena
durlabhenatma-mrtyuna
grhapatyapta-pasubhih
ka pritih sadhitais calaih

Nitya: costantemente; arti-dena: che dà dolore; vittena: con la ricchezza; durlabhena: difficile da acquisire; atma-mrtyuna: la morte per il sé; grha: nella propria casa; apatya: figli; apta: parenti; pasubhih: e gli animali domestici; ka: che cosa; prith: felicità; sadhitaih: che sono ottenute (con questa ricchezza); calaih:instabili.

TRADUZIONE
Oltre ad essere più difficilmente ottenibile, la ricchezza è una continua fonte di sofferenza, e rappresenta praticamente la morte per l’anima. Che soddisfazione si ottiene in realtà dal denaro? E com’è possibile trovare una felicità definitiva o permanente da ciò che consideriamo la nostra casa, i figli, i parenti e gli animali domestici, tutti mantenuti col denaro così faticosamente guadagnato?


VERSO 20


evam lokam param vidyan
nasvaram karma-nirmitam
sa-tulyatisaya-dhvamsam
yatha mandala-vartinam

evam: in questo modo; lokam: il mondo; param: prossimo (dopo questa vita); vidyat: bisogna comprendere; nasvaram: non permanente; karma-nirmitam: creato dall’azione interessata; sa-tulya: caratterizzato da (rivalità tra) eguali; atisaya: e superiori; dhvamsam: e dalla rovina; yatha: come; mandala-vartinam: (le rivalità) dei governanti minori.

TRADUZIONE
Neppure sui pianeti celesti che si raggiungono nella vita futura col compimento di cerimonie rituali e di sacrifici è possibile trovare una felicità permanente. Perfino nel paradiso materiale l’essere vivente è disturbato dalla rivalità con i suoi pari e dall’invidia per coloro che gli sono superiori. E poiché il soggiorno nel cielo finisce quando sono esaurite le attività virtuose interessate, gli abitanti dei cieli sono afflitti dalla paura, prevedendo il momento in cui la loro vita paradisiaca dovrà finire. Così assomigliano a sovrani che, pur essendo ammirati e invidiati dai cittadini comuni, sono costantemente tormentati dai re loro nemici e non possono mai raggiungere quindi di una vera felicità.

SPIEGAZIONE
Srila Sridhara Svami ha citato il seguente verso della Chandogya Upanisad (8.1.6): tad yatheha karma-cito lokah ksiyate, evam evamutra punya-cito lokah ksiyate. “La nostra attuale posizione di piacere materiale, che è il risultato delle nostre azioni precedenti, sarà infine distrutta dal tempo. Analogamente, benché col compimento di attività virtuose potremo essere elevati ad una posizione superiore nella prossima vita, anche questa situazione futura sarà annientata.” La base del piacere materiale è la particolare forma corporea che abbiamo acquisito. Il corpo materiale è karma-cith, l’accumulo dei risultati delle nostre attività materiali passate. Se otteniamo un corpo dotato di bellezza, cultura, popolarità forze di altre doti, il nostro livello di piacere materiale sarà certamente elevato. D’altra parte, chi è brutto, ritardato mentalmente, storpio repellente per gli altri, ha ben poca speranza di trovare la felicità materiale. In entrambi i casi, però, la situazione è instabile e temporanea. Chi ha acquisito un corpo attraente non dovrebbe rallegrarsi troppo, perché la morte metterà ben presto fine a una situazione così inebriante, e che è nato in una situazione detestabile non dovrebbe lamentarsi, perché anche le sue sofferenze sono temporanee. L’uomo affascinante e l’uomo brutto, il ricco e il povero, la persona colta e lo sciocco, tutti dovrebbero sforzarsi di diventare coscienti di Krsna in modo da essere elevati alla loro eterna posizione costituzionale che consiste nel risiedere sui pianeti situati al di là di questo universo materiale. In origine ogni essere vivente è dotato di bellezza, di intelligenza e di ricchezza inimmaginabili, e di una tale forza che permette al corpo spirituale di vivere per sempre. Noi però abbandoniamo stoltamente questa situazione eterna e piena di gioia per non sottostare alla condizione necessaria che permette di vivere eternamente. Questa condizione consiste nell’amare Dio, la Persona Suprema, Krsna. Benché l’amore per Krsna sia l’estasi più sublime, estasi che supera milioni di volte il piacere più intenso dell’universo materiale, noi stupidamente tronchiamo la nostra relazione d’amore col Signore Supremo per cercare di godere artificialmente, in modo indipendente, nell’atmosfera materiale della vanità e dell’orgoglio.
Anche se raggiungessimo i meravigliosi pianeti celesti di questo universo, l’afflizione dovuta alle varie forme di sofferenza sarebbe comunque sempre presente. Ogni anima condizionata nel mondo materiale desidera diventare la persona più importante, perciò siamo costantemente tormentati dai nostri pari che hanno desideri simili. Questa situazione è comunemente definita “frenetica lotta” per l’esistenza materiale. Perfino sui pianeti celesti cioè una simile corsa al prestigio. Alcune persone superano inevitabilmente i nostri successi, e così il nostro cuore brucia di invidia vedendo che altri godono delle ricompense da noi tanto accanitamente perseguite. E poiché la nostra intera situazione è temporanea, dobbiamo subire paura, ansia e morte perfino sui pianeti celesti. L’esempio di questo verso è molto appropriato. I monarchi meno importanti possono essere ammirati invidiati dai comuni cittadini per le loro ricchezze, per il potere e la fama, eppure questi stessi re ardono sempre di invidia, di risentimento e di paura a causa della rivalità e delle minacce di altri sovrani. Anche i politici di oggi sono costantemente tormentati dall’invidia e dalla paura.
Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura ha messo in rilievo il fatto che le anime condizionate, desiderose di acquisire la felicità materiale e di evitare la sofferenza, prendono rifugio nelle relazioni sessuali e si sottomettono così alle dire fatiche dell’attività interessata. Le persone illuminate, però, possono percepire l’estrema futilità di questi grossolani sforzi dei materialisti. Ciò che noi consideriamo moglie, casa, figli, parenti, conto in banca e così via sono tutte fantasmagorie temporanee, e perfino mentre sono ancora manifestate non possono dare la vera soddisfazione ai nostri sensi. Acquisire ricchezza in questo mondo significa praticamente dover uccidere la propria anima. Non è possibile trarre piacere dalla attività materiali, dal momento che queste sono compiute dai sensi temporanei nell’ardente ricerca di oggetti illusori. Quando l’anima condizionata ottiene il suo scopo diventa orgogliosa e si vanta dinanzi agli altri, come se i suoi successi fossero permanenti, e quando arriva la sconfitta sprofonda nella disperazione e nel lamento. Questa tendenza a considerarsi l’autore dell’azione è segno di un’intelligenza debole, perché in realtà l’essere vivente all’interno del corpo materiale si limita a desiderare. Il corpo stesso è mosso dalle forze della natura materiale, sotto il controllo di Dio. Le relazioni di padrone e servitore, di padre e figlio, di marito e moglie, implicano una sensazione di gratificazione, ma tale temporanea devozione non può mai portare un beneficio eterno e assoluto all’anima. Con questa gratificazione temporanea, maya costringe l’anima. Con questa gratificazione temporanea maya costringe l’anima. Con questa gratificazione temporanea, maya costringe l’anima condizionata a vagare da un capo all’altro del mondo, alla continua ricerca di ricompense sempre relative alla materia. E’ sulla base delle leggi sottili del karma che l’essere vivente ottiene la felicità e la sofferenza. Non è possibile ottenere la felicità con la forza, non importa con quanta energia o per quanto tempo si provi. Coloro che hanno un’intelligenza incontaminata dovrebbero dunque sottomettersi ai piedi di loto di Krsna e interrompere questa ridicola rincorsa della felicità materiale permanente, una ricerca che può essere paragonata a quella di un cane che cerca di afferrare la propria coda.


Il Servizio Supremo

Dopo aver ascoltato quello che riguarda il Signore, averLo glorificato e fissato nella memoria, il devoto cerca spontaneamente l’intimità del Suo servizio.

di Dvarakadhisa Devi Dasi

Nello Srimad-Bhagavatam il devoto Prahlada Maharaja, grande autorità spirituale, dice: “Ascoltare e cantare il santo nome trascendentale, la forma, le qualità, i divertimenti di Sri Visnu e ciò che lo circonda, ricordare ogni cosa. Servire i piedi di loto del Signore, offrire al Signore una rispettosa adorazione … , offrire preghiere al Signore, diventare Suo servitore, considerare il Signore come il proprio migliore amico e sottomettere ogni cosa a Lui (in altri termini, servirLo con il corpo, la mente e servizio devozionale. Colui che ha dedicato la propria vita al servizio di Krsna mediante questi nove metodi deve essere considerato la persona più colta perché ha raggiunto la perfetta conoscenza.” Continuiamo la nostra serie sui nove metodi del bhakti-yoga o servizio devozionale al Signore.

“Hai mai notato quanto il servizio sia determinante per la nostra vita? Noi serviamo molti padroni: noi sacrifichiamo il nostro tempo e il nostro denaro al servizio di datori di lavoro, di creditori e di membri della nostra famiglia. Siamo costretti a sottometterci alla nostre necessità fisiche e ai desideri della mente. Siamo schiavi di orologi, calendari, dell’approvazione delle persone, delle mode, del flusso del traffico e dei cambiamenti del tempo atmosferico. Pensate solo alle vostre attività quotidiane. Quanto tempo della vostra vita trascorrete a soddisfare le necessità e i desideri di altri?
Un vecchio racconto indiano parla di un giovane ambizioso, il quale, rendendosi conto che servire è inevitabile, decise di servire la persona più importante. Andò dal capo del suo villaggio e, sottomettendosi a lui, divenne un indispensabile aiutante di campo. Un giorno venne l’esattore delle tasse che raccolse il denaro dal capo del villaggio. Vedendo che l’esattore occupava una posizione superiore, il giovane andò con lui. Insieme riscossero denari dai capi di molti villaggi. Alla fine, dopo aver raggiunto la capitale, portarono il denaro nell’ufficio del governatore.
Deducendo che il governatore era superiore all’esattore, il giovane si mise al suo servizio. Poi il governatore lo condusse da re e il giovane accettò un’umile occupazione alla corte del re. Il giovane sentiva di aver trovato finalmente la persona più degna di essere servita. Poi un mattino vide il re che entrava nel tempio s’inchinava davanti alla divinità di Krsna. Alla fine il giovane capì il fine ultimo del servizio e si dedicò al servizio devozionale a Krna.


Perché i piedi?

Il quarto dei nove metodi del Bhakti-yoga è pada-sevanam: “servire i piedi” di Krsna. Perché i piedi? Avvicinarsi ai piedi di una persona è segno di umiltà. Anche oggi in India i figli imparano a toccare i piedi dei genitori in segno di rispetto. L’idea che abbiamo comunemente dei piedi non è del tutto piacevole e richiama alla mente visioni e odori su cui le persone non amano soffermarsi. I piedi del Signore Supremo però sono così soavemente belli che sono conosciuti come “piedi di loto”. Il solo pensare ad essi procura al devoto sentimenti d’amore e di ardente desiderio. I potenti deva-che controllano il sole, il vento, l’acqua ed ogni aspetto del mondo materiale-erano deliziati quando Sri Krsna vagava per le foreste di Vrndavana lasciando le impronte dei Suoi piedi nella polvere. E le care amiche di Krsna, le gopi (le pastorelle) si premevano questa polvere sulla testa e sul petto, smarrite in un rapimento estatico.
Le scritture vediche descrivono nei particolari i piedi del Signore. Sulle piante di color rosso ci sono i segni del loto, della conchiglia, della mazza, del disco, della bandiera, del fulmine, del pesce e della mazza per controllare gli elefanti. Adorare i piedi di una persona è il modo più umile per avvicinarsi ad essa, tuttavia Dio con i Suoi piedi squisitamente belli lo rende attraente. L’adorazione dei piedi di loto del Signore è una grande benedizione spirituale, perché chiunque sia affascinato da questi piedi trascendentali perde l’attrazione per i piaceri materiali. Il potente deva Brahma prega: “Per colui che ha accettato il vascello dei piedi di loto del Signore, che è il rifugio della manifestazione cosmica ed è famoso come Murari, il nemico del demone Mura, l’oceano del mondo materiale è come l’acqua contenuta nell’impronta dello zoccolo di un vitello, Il suo scopo è param padam o Vaikuntha, il luogo dove non esistono sofferenze materiali e non un luogo dove c’è un pericolo ad ogni passo.” (Srimad-Bhagavatam 10.14.58)


Progressione logica

Pada-sevanam viene dopo le pratiche devozionali dell’ascolto di ciò che riguarda Krsna, del canto dei Suoi santi nomi e del Suo ricordo. E’ una progressione logica: dopo aver ascoltato e ripetuto le glorie di qualcuno, naturalmente ci ricordiamo di quella persona e col tempo cerchiamo l’intimità di servirla. Come aveva realizzato l’ambizioso giovane, la tendenza a servire trova completo appagamento in Dio.
Eppure gli scettici affermano che servire esclusivamente Dio è da irresponsabili. Non siamo nati tutti con molti doveri? Lo Srimad-Bhagavatam (11.5.41) espone a questo riguardo:

devarsi-bhutapta-nrnam pitrnam
na kinkaro nayam rni ca rajan
sarvatmana yah saranam saranyam
gato mukundam parihrtya kartam

“Colui che ha preso rifugio ai piedi di loto di Mukunda (Krsna), che dà la liberazione, avendo rinunciato a tutti i doveri ed intrapreso questo cammino con una determinazione totale, non ha più nessun obbligo verso gli esseri celesti, i saggi, la generalità degli esseri viventi, i membri della famiglia, il genere umano e neppure verso gli antenati.”
Srila Prabhupada paragona il tentativo di servire tutti a cercare di annaffiare le foglie e i rami di un albero. La stessa acqua versata sulle radici raggiunge automaticamente tutte le parti dell’albero. Nello stesso modo, Krsna, Dio-la radice di tutti gli esseri viventi-è il ricettacolo ideale del servizio.
Srila Rupa Gosvami, un discepoli di Sri Caitanya Mahaprabhu, porta come esempio Laksmi, la dea della fortuna, che è diventata perfetta per mezzo del padasevanam. Sri Laksmi massaggia sempre i piedi di loto del Signore Supremo. Questo è notevole com’è riportato nello Srimad-Bhagavatam (1.11.33): “La dea della fortuna, per natura instabile ed incostante, non può lasciare i piedi di loto del Signore.” La maggior parte di noi conosce la natura instabile di Laksmi. Ella concede ricchezza e buona fortuna in modo penosamente elusivo e solo temporaneamente. I mortali non possono controllare Laksmi sebbene molti sprechino la loro vita cercando di farlo.
Come devota servitrice del Signore, la dea della fortuna non concederà i propri doni senza le Sue benedizioni. Templi, chiese e moschee sono pieni di ferventi adoratori che hanno i loro scopi segreti. Qualche volta il piano è semplice; se vado in chiesa tutte le settimane, metto del denaro nel piatto della questua e mi comporto bene, me ne deriverà una certa prosperità. Qualche volta la richiesta è più intensa: una madre prega per ottenere i soldi per far operare suo figlio. Un disoccupato prega per ottenere un lavoro.
Ma anche se Dio è libero di rispondere alle preghiere nel modo che preferisce e anche se la fede nella Sua benevolenza è ben risposta, le preghiere ed altre forme di adorazione non dovrebbero essere offerte come oggetti di contrattazione per ottenere il Suo favore. Pensate alla differenza tra qualcuno che è gentile con voi solo per amore e a qualcuno che è gentile con voi solo per la speranza di una ricompensa. Niente nei nostri cuori è nascosto a Dio . Il nostro amore viene messo alla prova quando le nostre richieste non ottengono risposta, quando anche le nostre più sincere implorazioni non servono ad evitare la miseria, la malattia e la morte. Che ne è del nostro amore in questi casi? Siamo capaci di offrire al Signore un’adorazione sincera anche quando il nostro cuore si contorce nell’agonia
Perciò pada-sevanam ci offre uno straordinario insegnamento spirituale. Significa avvicinarsi al Signore dalla più umile delle posizioni, supplici ai Suoi piedi, sapendo che anche la dea della fortuna Lo avvicina in questo modo. Ricchezze, onori , fortuna non sono altro che Suoi servitori. Quando il Signore non li mette al nostro servizio, siamo capaci di continuare ad essere supplici ai Suoi piedi? Siamo capaci di desiderare di servire con lo stesso animo della dea della fortuna, umilmente e senza niente aspettarci, soddisfatti di avere l’opportunità di rendere il più umile dei servizi?
Per alcuni la risposta è definitivamente no. L’immagine della dea curva sopra i piedi del suo Signore, suggerisce alla mente lo sgradevole predominio dell’uomo sulla donna che spesso si vede in questo mondo. La sua immagine non appare trascendentale, ma piuttosto un esempio di gerarchia patriarcale chiusa all’interno di sistemi religiosi costruiti da uomini mortali. La sua immagine mostra che le donne servono e gli uomini godono. E’ un ulteriore pretesto per l’uomo per appiattire la donna nel nulla e può divenire un’ulteriore giustificazione per la donna per rifiutare le pratiche religiose.
Com’è facile interpretare il servizio di Laksmi come niente di più che un esempio della sottomissione di una moglie al proprio marito. Il reale significato del devoto servizio di Laksmi ha invece poco e che fare con i un corpo nostri corpi temporanei. Srila Prabhupada insegna: “Gli esseri viventi sono costituzionalmente femminili,” Possiamo avere un corpo maschile in questa vita ed uno femminile nella prossima. Il ruolo dominante dell’uomo in questo mondo, così spesso mal interpretato come oggettiva superiorità, non è altro che una temporanea relazione fra anime incarnate. Uomini donne, alberi ed animali sono tutti ugualmente fatti per servire il Signore. Il servizio reso da Laksmi non deve provocare orgoglio o risentimento in nessuno di noi, perché essa è più di un tipico modello di buona moglie . Essa compie il dovere ritenuto più prezioso da tutte le anime realizzate: massaggiare delicatamente i piedi di loto del Signore.
Ritorniamo al nostro ambizioso giovane. Nelle sue relazioni di servizio incontrò persone la cui opulenza era sconosciuta nel suo villaggio. Fortunatamente egli concluse che nonostante la ricchezza, la bellezza, la fama e il potere siano meravigliosi, essi sono fatti per essere impiegati, come fa la nostra signora Laksmi Devi, in un costante servizio al Signore Supremo.

Dvarakadhisa Devi Dasi scrive spesso articoli per questa rivista. Vive col marito e la figlia ad Alachua in Florida.


CALENDARIO VAISNAVA

Festività, Ricorrenze, Cerebrazioni.

Anno 2001 – Gaurabda 514

Mese di Visnu
Dal 10 Marzo al 7 Aprile

2 Aprile. Lunedì: Rama Navami, Apparizione di Sri Ramacandra, digiuno fino al tramonto
4 Aprile. Mercoledì; Ekadasi, digiuno di legumi e cereali.
5 Aprile. Giovedì: Dvadasi, si interrompe il digiuno dalle 06:50 alle 11:08.
7 Aprile. Sabato: Sri Balarama Rasavatra, Sri Krsna Vasanta Rasa, Apparizione di Sri Vamsivadana Thakura, Apparizione di Sri Syamananda Prabhu.

Mese di Madhusundana
Dall’ 8 Aprile al 7 Maggio

18 Aprile. Mercoledì: Scomparsa di Srila Vrndavana Dasa Thakura
19 Aprile. Giovedì: Ekadasi, digiuno di legumi e cereali.
20 Aprile. Venerdì: Dvadasi, si interrompe il digiuno dalle 6:24 alle 10:57.
23 Aprile. Lunedì: Apparizione di Sri Gadadhara Pandita.
1 Maggio. Martedì: Apparizione di Srimati Sita Devi (consorte di Sri Rama), Scomparsa di Sri Madhu Pandita, Apparizione di Srimati Jahnava Devi.
3 Maggio. Giovedì: Ekadasi, digiuno di legumi e cereali.
4 Maggio. Venerdì: Dvadasi, si interrompe il digiuno dalle 6:03 alle 10:49.
5 Maggio. Sabato: Scomparsa di Sri Jayananda Prabhu.
6 Maggio. Domenica: Nrsimha Caturdasi: Apparizione di Sri Nrsimhadeva (digiuno fino al crepuscolo).
7 Maggio. Lunedì: Scomparsa di Sri Paramesvari Dasa Thakura, Apparizione di Sri Madhavendra Puri, Apparizione di Srinivasa Acarya.

Mese di Trivikrama
Dall’8 Maggio al 5 giugno

12 Maggio. Sabato: Scomparsa di Sri Ramananda Raya.
19 Maggio. Sabato: Suddha Ekadasi, digiuno di legumi e cereali.
20 Maggio. Domenica: Dvadasi, si interrompe il digiuno dalle 05:45 alle 07:06. Apparizione di Srila Vrndavana Dasa Thakura.